I finalisti 2019

La giuria tecnica della XXIV edizione del premio Scrivere per Amore, composta da Roberta Camerlengo, Roberta Cattano, Maria Teresa Ferrari, Massimo Galli Righi, Guariente Guarienti, Francesca Arduini, Massimo Mamoli, Vera Meneguzzo, Margo Ongaro, Nicola Pasqualicchio, Federica Sgaggio, Paolo Valerio,  ha così motivato la scelta dei tre finalisti 2019:

Anne Cathrine Bomann, L’ora di Agathe (Iperborea)

Lo scorrere veloce della narrazione sul ritmo lento di un innamoramento inaspettato, ingenuamente irruente. Una scrittura esile con molte immagini credibili e la non banale narrazione dell’amore che esplode, irrompe e sconvolge nella tarda età le granitiche abitudini del protagonista. Un’ondata di tenerezza, sospesa tra due infelici fragilità, in una storia d’amore perfetta.

Romolo Bugaro, Non c’è stata nessuna battaglia (Marsilio)

L’impianto complesso, con un io narrante diverso a ogni capitolo e vari punti di vista nella ricostruzione della vita di un gruppo di ragazze e ragazzi padovani, tra il 1976 e il 2019, disorienta e affascina fin dall’inizio. Corteggiamento, amore, rivalità tra classi sociali e appartenenze politiche. Scrittura senza cedimenti, lontana da virtuosismi, mirabilmente trasparente. Il finale salvifico incornicia con garbo una storia di nostalgia.

Stefania Bertola, Divino amore (Einaudi)

L’amore frivolo, profondo, scanzonato, abbagliante, quotidiano e scherzoso. Una carrellata sull’ottovolante dell’amore e dei suoi magici intrecci che conducono il lettore in una trama a volte gaudente, ma credibile e leggibile fino allo, scontato, ma atteso lieto fine. Si parla d’amore senza morire di dolore. Le trame amorose, gravi o lievi, con figli o senza, sanno d’intelligenza, il che non guasta affatto il sentimento ma lo nobilita.

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